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Consigli dietetici

Dieta per ridurre il colesterolo

                                                                  IPERCOLESTEROLEMIA
 
Il colesterolo è sicuramente il più conosciuto fattore di rischio per le malattie a carico delle coronarie. Esso è un particolare tipo di grasso presente nel sangue in grado di depositarsi sulle pareti (come il calcare lungo qualsiasi tubatura domestica) provocando un'ostruzione sempre maggiore, fino a produrre una chiusura più o meno completa del lume. Tale riduzione produrrà una difficoltà nel passaggio del sangue con conseguente sofferenza del cuore (dall'ischemia all'infarto).
 
E' evidente che, come il calcare per le tubature domestiche, l'elemento principale da tenere in considerazione è la quantità di colesterolo presente: più questo è abbondante, tanto più facile sarà la sua deposizione.
 
Accanto ai danni alle coronarie, in realtà, bisogna ricordare la possibilità di interessamento anche delle carotidi (che portano il sangue al cervello), con facilitato decadimento mentale... delle arterie della retina, con riduzione della vista e rischio e di danneggiamento della retina... delle arterie dei reni, con possibile evoluzione verso l'insufficienza renale... delle arterie periferiche delle gambe, con difficoltà a camminare... e altre ancora. Da non dimenticare, infine, la possibilità che le placche sulle pareti si stacchino diventando trombi.
 
In realtà non tutto il colesterolo rilevato nel sangue deve essere considerato come negativo. Una parte minore, detta HDL, viene infatti generalmente considerata come "colesterolo buono", in quanto rappresenta la quota di colesterolo che il fegato ha preparato per essere eliminato. Trovare alti livelli di colesterolo HDL significa che l'organismo ha buone capacità di eliminare il colesterolo in eccesso. Viceversa trovare basse quote significa che l'organismo fatica a compiere tale operazione.
 
Accanto al colesterolo esiste un altro tipo di grasso, meno pericoloso ma pur sempre da tenere presente: i trigliceridi. La loro connessione con le malattie coronariche è meno stretta rispetto a quella del colesterolo, tuttavia tutti gli studi compiuti confermano la necessità di tenere anch'essi entro i valori limite consigliati.
 
Colesterolo, colesterolo HDL e trigliceridi, sono studiati da tempo. In particolare esiste uno studio che viene effettuato da decenni sulla popolazione della città americana di Framingham, che è riuscito ha definire in modo preciso quanto il colesterolo incida sul rischio di produrre malattie coronariche. Si può infatti affermare che riducendo dell'1% il valore di colesterolo si produca una riduzione del 2-3% del rischio coronarico!
 
In particolare si ritiene che al di sotto di 200 mg/dl il colesterolo non rappresenti un pericolo per le coronarie. Allo stesso modo si ritiene che il colesterolo HDL al di sopra di 39 mg/dl negli uomini e 43 mg/dl nelle donne rappresenti un elemento positivo e che il colesterolo LDL (quello cattivo) sia mantenuto al di sotto di 130 mg/dl se non si è in presenza di diabete mellito o malattia coronarica conclamata (altrimenti questo valore deve essere abbassato). Così dicasi anche per i trigliceridi al di sotto dei 200 mg/dl.
 
Ad esclusione dell'ipercolesterolemia familiare, per abbassare il livello di colesterolo nel sangue è fondamentale la dieta (nell'ipercolesterolemia familiare il colesterolo è alto non tanto perchè viene assunto dall'esterno, ma perchè viene prodotto dall'organismo stesso). Inoltre rammentare che alcune malattie del fegato e della tiroide possono determinare un aumento anche considerevole dei valori.
 
Per prima cosa occorre sapere che il colesterolo è presente unicamente negli alimenti di origine animale. Questo significa che, anche se in quote molto differenti, il colesterolo è presente nelle carni, nei pesci, nei latticini, nel burro, nelle uova ed in tutti quegli alimenti derivanti da quelli citati. Manca invece del tutto nella frutta, nella verdura e nei farinacei.
 
Per ridurre pertanto la quota di colesterolo assunto con la dieta occorre per prima cosa limitare l'assunzione dei cosiddetti "secondi". Ci si potrebbe per esempio abituare a consumare i "secondi" solo una volta al giorno, associando verdura e frutta senza limitazioni particolari.
 
Se non bastasse questo semplice accorgimento, si dovrà passare ad una maggior attenzione alla dieta, limitando al massimo "i secondi" con maggior contenuto di colesterolo a favore di quelli con contenuto minore, organizzando il consumo di quest'ultimi in modo corretto.
 
In particolare, per quanto riguarda i secondi, si ritiene possa essere valido il seguente schema:
 
2 volte/settimana: carne;
2 volte/settimana: pesce;
1 volta/settimana: formaggio;
1 volta/settimana: affettato;
1 volta/settimana: legumi.
 
Le raccomandazioni in generale sono le seguenti:
 
1         mangiare un primo e un secondo al giorno, aumentando il consumo di frutta e verdura;
2         imparare a condire con oli vegetali, meglio se extravergine d'oliva;
3         evitare il grasso evidente degli alimenti;
4         evitare i cibi multicomposti, preferendo quelli semplici;
5         non utilizzare impanature;
6         preferire i metodi di cottura che non richiedenti grassi aggiunti (es. griglia, ai ferri, al cartoccio...);
 
Cibi da eliminare o ridurre, distinti per categorie
 
latticini: vanno limitati in generale, accettabili solo quelli riportati sotto;
pane e pasta: non vi sono limitazioni particolari, se non verso biscotti e pasta all'uovo;
carne: frattaglie, fegato, parti grasse del maiale;
pesce: anguilla, capitone, crostacei, mitili, molluschi;
salumi e insaccati: tutti (prosciutto crudo e cotto magri e bresaola non vanno esclusi ma limitati);
uova: se proprio desiderate, vanno limitate ad un paio ogni 15 giorni;
verdure: nessuna limitazione; aumentare il consumo di legumi per equiparare la riduzione della carne;
frutta: evitare la frutta secca, limitare uva, cachi, fichi e banane;
condimenti: condimenti di origine animale e brodi in genere;
bevande: bevande dolci e superalcolici;
dolci: vanno evitati in generale, soprattutto quelli di pasticceria.
 
Cibi permessi, distinti per categorie
 
latticini: latte e yogurt scremati, formaggi magri quali crescenza, mozzarella, ricotta, scamorza e i vari formaggi "light";
pane e pasta: non vi sono limitazioni particolari, se non verso biscotti e pasta all'uovo;
carne: pollame e vitello, ben sgrassati;
pesce: nessuna limitazione, oltre quanto detto sopra;
salumi e insaccati: prosciutto crudo e cotto magri e bresaola, con moderazione;
uova: se proprio desiderate, vanno limitate ad un paio ogni 15 giorni;
verdure: favorire il consumo di legumi;
frutta: tutta ottima, escluso la frutta secca, limitando uva, cachi, fichi e banane;
condimenti: olio d'oliva o extravergine;
bevande: nessuna limitazione, salvo quanto riportato sopra;
dolci: limitarli alle occasioni speciali.
 

Dieta nell'ipertensione

                                                                      IPERTENSIONE
 
L'ipertensione arteriosa rappresenta una noto fattore di rischio per malattie delle coronarie.
Per capire il modo attraverso il quale la pressione alta danneggia le arterie occorre pensare ad un fiume. Ovviamente le sponde rappresentano le pareti delle arterie e l'acqua il sangue. Quando il fiume s'ingrossa e l'acqua è più veloce, il movimento di quest'ultima non è più lineare e calmo, bensì turbolento, con l'acqua che sbatte intensamente contro le sponde danneggiandole. In particolare le turbolenze si creeranno nei punti dove il fiume si stringe, si biforca o si formano delle diramazioni. E le coronarie sono proprio come delle diramazioni di un grosso fiume: soggette alle turbolenze causate dall'ipertensione.
Le pareti delle coronarie sopportano la pressione elevata del sangue piuttosto bene, ma fino ad un certo punto. Giorno dopo giorno, infatti, le pareti si rovinano e proprio dove si rovinano diventa più facile che si depositi il colesterolo. A questo punto inizierà a crearsi una placca, che da piccola e senza significato potrà crescere fino ad ostruire la coronaria completamente, provocando danni di varia intensità.
Proprio per la tendenza a danneggiare le arterie progressivamente senza dare segno della propria esistenza, l'ipertensione è nominata "il Killer Silenzioso".
Accanto ai danni alle coronarie, tra l'altro, bisogna ricordare che l'ipertensione è in grado di danneggiare progressivamente anche le carotidi (che portano il sangue al cervello), facilitando il decadimento mentale... le arterie della retina, con riduzione della vista e rischio e di danneggiamento della retina... le arterie dei reni, con possibile evoluzione verso l'insufficienza renale... le arterie periferiche delle gambe, con difficoltà a camminare... e altre ancora. Da non dimenticare, infine, la possibilità di raggiungere valori pressori talmente alti da danneggiare drammaticamente qualche piccola arteria cerebrale con conseguente emorragia.
Molti studi sono stati dedicati a comprendere quale sia la pressione più valida e quanto sia dannosa in base ai diversi valori. In particolare esiste uno studio che viene effettuato da decenni sulla popolazione della città americana di Framingham, che è riuscito ha definire in modo preciso quanto l'ipertensione incida sul rischio di produrre malattie coronariche. Si è così arrivati a sostenere che la pressione ideale, quella che non dovrebbe causare danni alle arterie sia inferiore ai 140/80 millimetri di mercurio. Attualmente, infatti, si è abbandonato il concetto di "100 + l'età" per cercare di portare il maggior numero di persone possibili sotto i 140/80. Ovviamente ogni caso richiede una valutazione particolare che solo il medico di famiglia è in grado di dare, data la sua profonda conoscenza della persona.
Ridurre la pressione arteriosa senza usare farmaci è tutt'altro che facile, ma anche tutt'altro che impossibile.
Anzitutto occorre, dove sia necessario, regolare il proprio peso. Molto spesso, infatti, raggiungere il proprio peso forma comporta la sistemazione dei valori pressori.
Altro aspetto importante riguarda lo stress. E' fuori di dubbio che in presenza di stress la pressione sia più alta. Cercare di moderare la tensione emotiva è dunque un elemento irrinunciabile.
Per quel che riguarda la dieta occorre precisare come, oltre alla riduzione del nemico principale (il sale!), sia opportuno favorire l'alimentazione il più possibile corretta.
 
Le raccomandazioni in generale sono le seguenti:
 
1         abolire o limitare al massimo il consumo di sale;
2         in presenza di sovrappeso, rientrare nel peso ottimale;
3         ridurre al massimo lo stress;
4         favorire i cibi freschi e quelli semplici;
5         evitare i cibi conservati sotto sale o salamoia e i cibi ovviamente salati e le salse grasse.
 
 
                                               Cibi da eliminare o ridurre, distinti per categoria
 
 
latticini: formaggi grassi, fermentati o piccanti;
pane e pasta: pane comune, grissini e cracker;
carne: selvaggina e frattaglie;
pesce: crostacei, mitili e molluschi;
salumi e insaccati: tutti, prosciutto crudo e cotto magri e bresaola non vanno esclusi ma limitati;
uova: evitare le uova fritte;
verdure: nessuna limitazione;
frutta: frutta secca;
condimenti: condimenti di origine animale e brodi in genere;
bevande: tè, caffè, limitare il vino ed i liquori;
dolci: evitare, per la presenza di sale e la liquirizia.
 
Cibi permessi, distinti per categorie
 
latticini: formaggi magri, freschi e latte in genere;
pane e pasta: pane toscano;
carne: preferire quella magra;
pesce: nessuna limitazione, oltre quanto detto sopra;
salumi e insaccati: prosciutto crudo e cotto magri e bresaola, con moderazione;
uova: purchè non fritte;
verdure: nessuna limitazione;
frutta: tutta ottima, escluso la frutta secca;
condimenti: olio d'oliva o extravergine;
bevande: nessuna limitazione, salvo quanto riportato sopra;
dolci: limitarli alle occasioni speciali.

Dieta per ridurre l'acido urico

REGIME IPOURICEMIZZANTE (DIETA PER LA GOTTA)
 
OBIETTIVI:
1)Ridurre l’apporto di purine esogene a meno di 200 mg/die.
2)Favorire l’eliminazione delle purine.
3)Ridurre l’eventuale soprappeso riducendo l’apporto calorico totale.
4)Limitare l’apporto lipidico e di fruttosio.
5)Aumentare l’apporto idrico e di liquidi in genere.
6)Evitare assolutamente il consumo di alcool.
 
ORIENTAMENTO DIETETICO.
 
 
A)     CONSENTITI gli alimenti a basso contenuto o privi di purine (compatibilmente alle necessità di mantenere contenuto l’apporto calorico)quali: pane comune ed integrale,biscotti non zuccherati;pasta,riso,semolino;caffè,thè,cacao;latte scremato,latticini e formaggi magri freschi (fiordilatte, stracchino,bel paese ecc.) yogurt;frutta fresca (tranne quella appresso elencata);acque minerali alcaline;verdure ed ortaggi (tranne quelle appresso elencati); limone,aceto,spezie.
 
 
B)       CONSENTITI IN QUANTITA’ LIMITATA gli alimenti a moderato contenuto purinico,quali:carni bianche magre,pesce,pollo; crostacei e molluschi;prosciutto,insaccati;legumi freschi (fagioli,lenticchie,piselli,ecc.),funghi,cavolfiori,spinaci,asparagi;aringhe,birra,vino.
 
 
C)     PROIBITI gli alimenti ad elevato contenuto purinico (e/o calorico) quali: superalcoolici;
animelle,interiora di ogni tipo,estratti e concentrati di carne,consommè,trote,sardine
ed acciughe,pesce inscatolato;carni rosse e/o grasse,selvaggina e volatili in genere;
formaggi grassi,piccanti e fermentati;frutta secca ed oleosa,frutta fresca ad alto contenuto di zucchero (banane,fichi,ecc.) anche se sciroppata; zucchero e dolciumi,marmellate e gelatine di frutta.

Dieta nell'orticaria

CIBI DA EVITARE NELL’ORTICARIA
 
LATTE VACCINO E DERIVATI.
UOVA (ALBUME).
PESCE (MERLUZZO,CROSTACEI,MOLLUSCHI).
FRUTTA (NOCI,NOCCIOLE,MANDORLE,ARACHIDI).
POMODORI.
LEGUMI (LENTICCHIE E FAVE).
CRAUTI,VERZE.
SPINACI.
INSACCATI,WURSTEL.
BEVANDE ALCOOLICHE.
BIBITE COLORATE.
CIOCCOLATO.
FRAGOLE,BANANE,PESCHE,KIWI,ANANAS,AGRUMI. (SOLO MELA E PERA)
CAFFE’.
SPEZIE.
CIBI IN SCATOLA.(TONNO,SARDINE).
ADDITIVI ALIMENTARI.
 

Obesità

OBESITA'
 
Possedere un peso superiore a quello corretto per la propria età, altezza e costituzione rappresenta un fattore di rischio per molte patologie. Chi è in sovrappeso, infatti, presenta spesso patologie causate direttamente dal peso eccessivo cui sono sottoposti sia gli "organi interni" che l'apparato osteomuscolare: polmoni, cuore, articolazioni, schiena… sono costretti a svolgere un lavoro eccessivo, andando incontro anzitempo a danneggiamento per sovraccarico.
 
Chi è in sovrappeso deve mettersi in testa che quanta più "zavorra" riesce ad eliminare, tanto più sopportabile sarà il carico che dovrà sostenere il proprio organismo: il cuore dovrà portare il sangue a meno tessuti e quindi potrà pompare con più calma; i polmoni dovranno provvedere ad ossigenare meno sangue e si espanderanno anche con maggior facilità; le gambe dovranno sopportare un peso minore ed anche la schiena si muoverà con maggior disinvoltura.
 
Non sono però solo quelli citati i problemi che incombono su una persona in sovrappeso. Ai chili di troppo, infatti, spesso si associano altre patologie, quali diabete, ipertensione, ipercolesterolemia… per le quali la connessione è meno intuibile, poiché si basa su meccanismi più difficili da comprendere. Tuttavia basti sapere che nella maggior parte dei casi di diabete e ipertensione di lieve entità, è sufficiente ridurre il peso perché si riducano anche i valori pressori e glicemici, potendo così evitare le terapie farmacologiche.
 
In poche parole chi pesa di più rischia di vivere meno e con meno salute e pertanto si può tranquillamente dire che per vivere più a lungo ed in buono stato di salute una delle prime cose da fare è raggiungere (ma soprattutto mantenere) il proprio peso ottimale.
 
                    Consigli in generale per iniziare a perdere peso e cercare di non riacquistarlo:
 
 
1.   Il sovrappeso è la conseguenza di un'alimentazione eccessiva in rapporto alle esigenze del proprio organismo. Il primo passo per dimagrire è mangiare meno, ma soprattutto, meglio.
 
2.   La dieta aiuta a dimagrire: non cambia il metabolismo! Fare una dieta pensando di potere riprendere a mangiare come prima significherebbe tornare in breve come prima.
 
3.   Essendo indispensabile un programma a lunga scadenza, convincersi che se metà del lavoro consiste nel raggiungere il peso ideale, metà consiste nel mantenerlo.
 
4.   Poiché il dimagramento avviene più velocemente all'inizio, occorre prepararsi alle fasi di dimagramento più lento, considerandole fin dall'inizio normali e non segno di "qualcosa che non funziona".
 
5.   Cercare di vincere la fame che naturalmente si proverà le prime settimane, ricordandosi dei benefici di ciò che si sta facendo.
 
6.   In caso di fame ricordare che questa è il campanello di richiesta d'energia da parte dell'organismo: se non si mangia l'organismo è costretto a prelevare tale energia dal grasso, favorendo il dimagramento.
 
7.   Impostare una dieta semplice ed efficace, mangiando a mezzogiorno il primo (o il secondo) e il secondo (o il primo) alla sera. Associare ad ogni piatto metà panino, un piatto di verdura a piacere senza olio e un frutto.
 
8.   Impostare correttamente la frequenza dei secondi. In assenza di patologie una possibilità sarebbe la seguente: 2 volte/sett. Carne; 2 pesce; 1 affettato magro; 1 formaggio ed 1 uova (2).
 
9.   Ricordarsi che l'alimento più calorico in assoluto è l'olio di qualsiasi tipo: in una dieta media un cucchiaio a pasto è più che sufficiente.
 
10. Procurarsi un elenco con le calorie di tutti i cibi per imparare a gestirli correttamente.
 
11.      Coinvolgere nella propria intenzione di dimagrire almeno una persona che sappia essere di stimolo, di incoraggiamento e, se occorre, di rimprovero.
 
12.      Considerare il sovrappeso come una patologia cronica, che richiede la giusta attenzione anche quando i valori di controllo sono diventati ottimi. Come il diabetico o l'iperteso che assumono ogni giorno la giusta terapia, così chi era in sovrappeso dovrà stare attento una volta dimagrito.
 
13. Imparare a pesarsi regolarmente, in modo che diventi un'abitudine da seguire spontaneamente in futuro.
 
14. Non mangiare mentre si fa altre attività e allo stesso modo si eviti di svolgere altre attività mentre si mangia (guardare la televisione, ascoltare la radio, leggere il giornale): quando si mangia si mangia, quando si fa altro, si fa altro.
 
15. Mangiare sempre con calma, senza fretta: la stessa quantità di cibo mangiata con tranquillità sazia di più che mangiata velocemente. Fare quindi piccoli bocconi e non prepararne altri finchè quello precedente non sia finito del tutto. Cerchi di apprezzare le sensazioni gustative anziché masticare e ingerire e basta.
 
16. Gestire correttamente la disposizione dei cibi, ponendo in evidenza quelli ipocalorici e nascosti quelli ipercalorici. Questi andrebbero contenuti in anonimi contenitori non trasparenti.
 
17. Quando si preannuncia un'occasione particolare è bene prepararsi per tempo mangiando meno nei pasti precedenti. Inoltre indossare un abito attillato, scegliere il posto vicino a persone che conoscono la sua situazione e che non "costringano" a mangiare continuamente, allontanare subito il cesto del pane...
 
18. Avendone la possibilità non perda tempo e restringa volta per volta i suoi abiti per sfavorire il ritorno al peso iniziale.
 
19. Incrementi le attività nella vita quotidiana, rinunciando il più possibile alle comodità quali l'ascensore, il parcheggio sotto il luogo di destinazione, il negozio più vicino....
 
20. Si renda disponibile per un'attività fisica semplice quali fare passeggiate, progressivamente più lunghe e condotte con passo più veloce.
 
21. In caso di possibilità trovi il tempo per un'attività sportiva vera e propria, cercandola tra quelle più confacenti alle sue caratteristiche.
 
22. Presti attenzione alle situazioni ad alto rischio e impari ad affrontarle. 
 
23. Correggere subito ogni piccola fluttuazione del peso